Amare Jane Fonda è quasi inevitabile.
A più di ottant’anni ha lo stesso piglio e calore motivazionale di una giovane battagliera. A fine dell’anno scorso è stata arrestata per ben cinque volte mentre manifestava per l’emergenza climatica, insieme a volti noti e meno noti, del gruppo Fire Drill Friday.
Ogni venerdì per mesi ha portato avanti il suo grido d’aiuto fino a quando il lockdown ci ha costretto a riconsiderare le nostre giornate e a fissare saldamente le sue parole nella nostra memoria.
“Il cambiamento climatico è un problema di salute pubblica”, ha detto Fonda, che ha sottolineato che l’aumento delle malattie respiratorie, come l’asma, e altri mali è legato alla crescita dell’inquinamento.
Inoltre, bisogna evidenziare che l’attrice ha una lunga storia come attivista in difesa di varie cause.
Nel 1972, durante la guerra del Vietnam, Jane Fonda ha fatto visita a Hanoi e ha posato in alcune fotografie seduta su un pezzo di artiglieria contraerea vietnamita.
Un volto, bellissimo, che riesce a catalizzare l’attenzione su di sé portando avanti grandi spunti di riflessione.

In virtù di questo, Alessandro Michele, l’ha scelta come icona per la nuova campagna di Gucci e la presentazione della collezione concepita utilizzando soltanto materiali riciclati biologici provenienti da materie rinnovabili e da fonti sostenibili.
Questa collezione comprende sia accessori, dalla valigeria alle calzature, sia pezzi d’abbigliamento ready-to-wear adatti a tutti.
L’attrice premio Oscar è il volto perfetto per una campagna che è un inno alla sostenibilità.
Gli scatti sono stati realizzati a Los Angeles dal fotografo e regista Harmony Korine.
Gli altri protagonisti della campagna sono Miyavi, chitarrista, cantautore e attore, David de Rothschild, ambientalista ed esploratore, Lil Nas X, rapper vincitore di Grammy, e King Princess, cantante e produttrice discografica.
Il messaggio è quello di provare l’ebbrezza di vivere maggiormente “Off The Grid”.
“La collezione è il risultato di un lavoro di gruppo, dove ognuno ha portato qualcosa”, ha spiegato il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele. “E anche nella campagna c’è l’idea del dialogo tra persone, che costruiscono qualcosa di nuovo. Ho immaginato che potessimo costruire tutti insieme, un po’ come dei bambini che giocano nel parco, una casa sull’albero nel centro di una metropoli, perché tutti noi abbiamo bisogno di costruire questa casa o di scoprire che esiste il pianeta anche dove ci sembra che non ci sia, o che sia lontano”.